L’osteopatia consiste in una serie di tecniche manipolatorie finalizzate al ripristino di alcune specifiche funzionalità del corpo. L’assunto di base dell’osteopatia è quello secondo il quale la deformazione di alcuni settori scheletrici e la conseguente interferenza sui nervi e sui vasi sanguigni adiacenti siano causa della maggior parte delle malattie. Il ripristino delle capacità di autoguarigione del corpo viene consentito da una manipolazione di scheletro, muscoli e legamenti.

Fondatore dell’osteopatia è considerato Andrew Taylor Still, nato in Virginia nel 1828. Durante la Guerra Civile, Still provò grande angoscia per gli orrori della guerra e per la morte della moglie e dei figli dovuta a un’infezione, incurabile con i mezzi offerti dalla medicina convenzionale dell’epoca. Nel 1892, Still fondò negli Stati Uniti il primo Collegio di Osteopatia e nel 1913 nacque a Kirksville l’AT Still Research Institute.

 

Benefici e controindicazioni

Il perno dottrinale dell’osteopatia è l’integrazione tra corpo, mente e spirito. Nello stato di salute, la struttura degli organi e la loro funzione sono strettamente correlate in equilibrio armonico, mentre in quello di malattia sussisterebbe una disarmonia tra le varie componenti. Ripristinando una normale mobilità mediante un’adeguata manipolazione dei distretti osteo muscolari ‘irregolari’, il corpo rinormalizzerebbe la circolazione sanguigna, riacquistando la capacità di guarire se stesso, specie se alla manipolazione si aggiungono correzioni delle abitudini alimentari, del comportamento e dello stile di vita. Gli osteopati considerano controindicazioni al trattamento le urgenze mediche e le malattie con danno organico importante, per le quali sarebbe insufficiente ripristinare l’autoguarigione. Viene considerata una controindicazione anche la compromissione grave del rachide cervicale.

 

Per chi

È soprattutto la patologia muscolo scheletrica che porta i pazienti a consultare l’osteopata. Le indicazioni più comuni sono costituite da mal di schiena alto e basso (cervicalgie, dorsalgie, lombalgie), con o senza irradiazioni nevralgiche (sciatica), torcicollo, nevralgie cervicobrachiali, coxalgie, fasciti, tendiniti. L’osteopatia si rivela altrettanto efficace anche in affezioni non muscolo-articolati quali asma, infezioni polmonari, otiti, coliche addominali, dismenorrea e altre patologie viscerali. Il trattamento osteopatico si rivolge specificatamente a bambini, anziani, sportivi e donne in gravidanza.

 

La legge in Italia e all’estero

Negli ultimi cinquant’anni, in alcuni Paesi, il titolo di dottore in osteopatia è equiparato, o quasi, a quello di laureato in Medicina. All’estero, la pratica osteopatica segue diversi percorsi. Negli Stati Uniti, gli osteopati sono general practitioners, medici laureati, e possono fregiarsi del titolo di dottore. In Inghilterra, Canada, Australia e Nuova Zelanda, gli osteopati non sono laureati in Medicina. In gran parte dell’Europa, Italia compresa, esistono istituti di osteopatia, ma manca ancora un riconoscimento ufficiale, anche se esistono al riguardo proposte ad hoc. Gli istituti italiani tengono corsi di osteopatia. Conseguito il diploma, gli osteopati dovranno superare un esame di ammissione per iscriversi al Registro degli Osteopati e poter esercitare la professione di osteopata.